<<Sondaggi catastrofici. Guerra per bande tra correnti. Con Alfano sotto attacco e Berlusconi che si è defilato. Mentre cresce la freddezza con la Lega. Insomma, il partito è ai minimi storici. E presto potrebbe implodere. Le elezioni amministrative per i berlusconiani sono una débâcle annunciata. All'improvviso nessuno vuole più allearsi con il partito azzurro.
<< I partiti finora hanno avuto ampie maggioranze ciò che hanno prodotto lo vediamo tutti. In questi ultimi dieci anni Paternò ha avuto un arretramento culturale e civile incredibile>>
Così inizia l’avv. Luigi Cuscunà nell’incontro con QT Sicilia <<Il mio solo problema è fare notare la mia presenza in campagna elettorale, entrare in tutte le case ed in questo i mass media devono aiutarmi. Il resto lo faranno le proposte che porterò all’attenzione della gente>>.
<<La mia candidatura non è partitica, non deriva da accordi di questa o quella bottega , la mia è una candidatura libera, una candidatura della città, nessuno mi ha imposto, nessun potentato o potere forte come altri che appaiono più robusti perché sostenuti dai partiti che hanno rovinato Paternò>>.
Giuseppe Gigliorosso adotta un modo nuovo per fare cinema fondato sulla compartecipazione alla produzione dell’intero cast: regista, attori, soggettista, sceneggiatore, autore delle musiche, direttore della fotografia, tecnici, maestranze...
In un momento di crisi del cinema e di generale stasi economica, Gigliorosso, insieme al gruppo di lavoro che lo affianca in quest’avventura, ha deciso di utilizzare la rivoluzionaria formula “The Coproducers” già adottata in alcune produzioni italiane e novità assoluta per la Sicilia. Il film in lavorazione “Ore diciotto in punto”, di cui è ideatore, sceneggiatore (assieme alla scrittrice Valentina Gebbia e con il contributo di Anna Fici) e regista, si avvale di un cast di attori di prim’ordine: il protagonista Paride Benassai, Salvo Piparo, Roberta Murgia, Lollo Franco, Valentina Gebbia, Gigi Borruso, Ernesto Maria Ponte, Giuditta Perriera, Stefania Blandeburgo, Giuseppe Santostefano e altri.
Viviamo tutti sotto il medesimo cielo, ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte. (K. Adenauer)
Siamo giunti ai livelli più alti dell’arte teatrale. Come a Parigi, che nel 1680 fu fondata la Comédie-Française, anche nella ahimè tristissima Paternò ha preso corpo questa iniziativa. E come per quella francese anche qui questo è il solo teatro che disponga di una compagnia permanente di attori, La Troupes, interamente pagata dallo Stato. Ma qui purtroppo non c’è Molière, c’è chi sappiamo (sic), e la qualità si deprezza da sola.
Premesso ciò veniamo alla cronaca. Mentre le primarie sono la regola dettata da Alfano e Castiglione, a Paternò non sono messe in atto. Le chiede Panebianco, probabilmente in ritardo. Ieri è “uscito” Lo Presti con tempestività da cronoprogramma !
E' approdato a Palermo il 17 febbraio il Veliero della Solidarietà: un'iniziativa dei promotori del Sesto Forum Mondiale dell'Acqua, che si svolgerà a Marsiglia dal 12 al 17 marzo. Il Veliero navigherà sul Mediterraneo dal 25 gennaio al 22 marzo con tappe in Europa e Nord Africa allo scopo di animare il dibattito relativo all'acceso alle risorse idriche. La tappa italiana è stata organizzata dall’Ong LVIA.
Si è conclusa ieri la 62° edizione del Festival della Canzone Italiana: dopo una maratona di cinque serate è Emma Marrone ad aggiudicarsi il primo posto. La giovane cantante, a meno di due anni di distanza dalla vittoria del talent Amici di Maria De Filippi, ha conquistato pubblico e critica con il brano Non è l’inferno.
Nella cittadina ligure si chiude finalmente il sipario dopo una settimana di polemiche e gossip. Un Festival senza personalità, con pochi picchi di qualità, che ha rischiato di mettere in ombra anche i cantanti e le loro canzoni. Dal forfait della valletta malata, la ceca Ivana Mrazova, al soliloquio di Adriano Celentano, fin dalla prima sera si sono avvicendati imprevisti e critiche. Ad un Morandi distratto e poco lucido l’arduo compito di tirare le fila dello show, sollevato da un sorprendente Rocco Papaleo e da troppe “spalle” che hanno presenziato sul palco con risultati non sempre positivi.
Venerdì sera presso la sede di rappresentanza catanese della Presidenza della Regione Siciliana, il Governatore Lombardo ha incontrato la dirigenza nazionale di Sinteg, il Presidente Francesco Di Castri, il suo vice Sergio Gaglianese, la responsabile per la formazione Loredana Dovile e Giuseppe Buccheri. Sinteg è un Network, cioè un gruppo di lavoro, composto da professionisti con vari livelli di esperienza nella gestione immobiliare con lo scopo di sviluppare sinergie che consentano la realizzazione e l’ottenimento di servizi e tecnologie specifiche, attualmente non disponibili sul mercato italiano. Questo anche in prospettiva di una ormai prossima apertura del mercato dei servizi immobiliari alle grandi società di capitali, proponendosi come entità alternativa a queste preservando la soggettività e l'indipendenza degli aderenti.
L’amministrazione immobiliare di terza generazione potrebbe rappresentare una occasione per l’occupazione di professionisti qualificati, e non solo, in un mondo ancora inesplorato rappresentato dall’enorme patrimonio immobiliare italiano. Sostituire al lavoro che manca il lavoro che cambia.
Questi in sintesi gli argomenti sul tavolo di discussione col Presidente Raffaele Lombardo.
Quando si dovesse ratificare questo accordo tra Unione Europea e Marocco per la libera entrata di prodotti agricoli da quel paese a tutta l’Europa non c’è dubbio che con quella concorrenza, visto che lì si usano anticrittogamici e si paga la manodopera un decimo di quanto la paghiamo noi, i nostri prodotti saranno spacciati e abbiamo voglia di bloccare la Serit o di attivare il fotovoltaico o effettuare controlli sulla tracciabilità dei prodotti come sta facendo in queste ore il corpo forestale della Regione siciliana.
O si blocca un trattato come questo oppure è inutile discutere: si condanna l’economia meridionale e siciliana, centinaia di migliaia di persone, alla fame.
L’Europa non può far finta di niente. Da un canto ci impone i tagli per restare dentro i parametri, affama popoli che magari avranno anche i loro torti e poi con un trattato di questo genere ci condanna alla fame.
La Grecia sta pagando oggi a caro prezzo l’orgia consumistica, la sua voglia di apparire, l’incapacità dei suoi governanti, abili persino a barare sui conti pubblici con la complicità delle agenzie di rating, ma soprattutto la follia europea di una moneta uguale per tutti, senza le dovute politiche comuni di coesione e di supporto.
Sembra quasi una vendetta del nord contro il sud, due mondi dicotomici che si studiano e si scimmiottano, da una parte come succede ai paesi del sud, l’entusiasmo e la passione, la Grecia che, con le sue esagerazioni, accende il disprezzo dei freddi nordici che tutto riescono a programmare, persino le ore dello sballo e dell’orgasmo, e si attira la necessaria punizione dopo gli eccessi e la sfrenatezza della sua politica economica che l’ha portata alla bancarotta.
Arriva in libreria "Sua Maesta' Siciliana", Raffaele Lombardo, ritratto del governatore che dividendo impera. Il libro, scritto dalla giornalista siciliana di Unita' e Repubblica, Manuela Modica, ed edito da Fuorionda, racconta - si legge in una nota - la storia dell'uomo politico che dal 2008 governa la Regione Sicilia, dopo essere subentrato a Toto' Cuffaro condannato per favoreggiamento aggravato a cosa nostra. "Fondatore del movimento per l'autonomia, durante la sua azione politica ha stretto e rotto alleanze, da destra a sinistra, e gestito machiavellicamente - prosegue la nota - le feroci lotte intestine.
Adesso il “partito degli onesti” inizia davvero a tremare. Angelino Alfano è seduto su una polveriera: lo scandalo delle tessere del Pdl. Iscritti sospetti, dal passato poco limpido, numeri gonfiati, lo spettro delle inchieste sulle faide locali. Tanto che il delfino del Cavaliere non partecipa più ai congressi in giro per l’Italia.
È il più grosso fallimento della sua segreteria. Lui che lo scorso 20 luglio, alzando la bandiera del partito limpido, dichiarò: «Penso a un election day per i congressi». Ora, di fronte al Vietnam di assise opache, che dura da mesi, se ne tiene alla larga. Silente. Non una denuncia, non una parola indignata. Nemmeno sui casi più devastanti.
"In questi giorni abbiamo avuto diversi incontri con quasi tutti i partiti dell’area di centro destra". Afferma Mcciché. "Nessuno ci ha convinto con una proposta seria. Tutti vogliono i nostri voti ma nessuno ad oggi ci ha proposto un serio progetto politico. In ultimo il nome di Massimo Costa per sindaco di Palermo; non mi dispiace, è un ragazzo sveglio e preparato ma a noi, prima che i nomi, interessa il progetto politico. Come ho avuto modo di ribadire agli stessi Fini e a Casini, nei nostri recenti incontri, Grande Sud guarda con attenzione alla possibilità d’intraprendere un percorso politico serio, cioè un progetto politico a lunga scadenza e lunga conservazione, che riesca a coagulare le migliori anime moderate, cui affidare le chiavi del Sud.
“Siamo convinti che il quadro che offre la Sicilia di oggi sia quello della più tetra desolazione: imprese che fuggono, ragazzi disoccupati a vita, declino demografico, ma – forse ancor peggio – degrado ambientale e sociale, sfiducia profonda in se stessi. C’è chi vorrebbe ritorcere contro di noi ogni responsabilità, additando in un generico malgoverno, o in una generica inciviltà dei Siciliani l’origine di tutti i mali. Troppo comodo! Il malgoverno è figlio di un sistema che non lascia speranza, che non dà offerte politiche realmente alternative e che piega la schiena ad un popolo trasformato in massa di schiavi, costretto a vendere il proprio voto per la sopravvivenza o a evitare le urne, messe lì da uno stato visto come una dominazione qualunque. L’inciviltà, vera o presunta, nasce poi dall’abiezione e dal degrado stesso in un circuito vizioso apparentemente senza fine. La schiavitù ha invece radici e catene ben visibili a chi le voglia vedere. La Sicilia è oggi colonia non dichiarata dello Stivale e del Continente. Essa esporta (o regala) tutto ciò di cui dispone (risorse naturali, umane, etc.) in cambio di un piatto di pasta o di prebende per gli intermediari locali, veri parassiti e sanguisughe, che poi servono anche da schermo per pilotare l’atavico malcontento dei Siciliani.
<<Noi andiamo avanti coi nostri candidati-ci confessa Pippo Limoli deputato del PdL- l’asse Lombardo-Stancanelli ci spoglia tutti i giorni dei nostri consiglieri. Anche a Paternò abbiamo scelto di proseguire con un nostro candidato a prescindere di cosa faranno La Russa e gli ex AN. A decidere sarà il nostro deputato locale Torrisi che ha scelto Vittorio Lo Presti ed il simbolo del PdL sarà con lui>>.
SERVIZIO DI ANTONIO CONDORELLI, LUI HA CAPITO E LO DICE.
CHE NE PENSATE DEL GRANDE INCIUCIO? IL DIRETTORE GENERALE PELLICANO' SI SBELLICA DALLE RISATE PENSANDO ALL'ON.LE TORRISI