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1153 visitatori e 5 utenti online| Lombardo presenta le proposte della Commissione per lo Sviluppo in Autonomia |
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| Scritto da ROSALINDA CAMARDA |
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Raffaele Lombardo e Giovanni Puglisi in un momento della conferenza a Palazzo d'Orleans Su tre azioni chiave si gioca il futuro sviluppo della nostra regione: attrarre gli investitori, sviluppare i distretti produttivi e patrimonializzare le imprese siciliane. Queste le conclusioni a cui e’ giunta la Commissione per l’analisi e la predisposizione delle linee guida sullo sviluppo della Sicilia promossa dal Presidente della Regione, Raffaele Lombardo e presieduta dal professor Giovanni Puglisi. Il documento programmatico racchiude il risultato del lavoro dell'apposita Commissione istituita dal presidente Lombardo e presieduta da Puglisi. A comporre questa Commissione, che ha preso spunto dell'esperienza francese avviata dal Presidente Nicholas Sarkozy (nota come la Commissione Attali), anche se con i distinguo del diverso tessuto sociale e produttivo, sono stati chiamati intellettuali, operatori della finanza, imprenditori, grand commis dello Stato, allo scopo di dare un contributo per far crescere e sviluppare la Sicilia in un sistema di competizione nazionale e internazionale. I siciliani hanno assistito per lungo tempo a roboanti quanto vane promesse di miglioramento delle condizioni socio-economiche, in barba agli ampi poteri di autonomia legislativa e amministrativa di cui gode la Regione Siciliana. Oggi, però, la Sicilia non può più permettersi promesse non realizzate. Innanzitutto la globalizzazione non permette più di restare a guardare: il nostro tessuto imprenditoriale, seppur poco sviluppato, è ormai esposto alla competizione nazionale e internazionale. Quindi o si modifica il modus operandi delle imprese e della pubblica amministrazione, rendendo le prime più coerenti con lo scopo primario aziendale di far profitti attraverso l’assunzione di rischio e la seconda più efficiente e capace di creare le condizioni per rendere le imprese concorrenziali nei mercati globali, o la Sicilia dovrà assistere a un crescente impoverimento complessivo. Inoltre è evidente che la globalizzazione non si concretizza soltanto nella competizione dei mercati, ma anche nella capacità di attrarre investimenti e capitale umano. Una pubblica amministrazione autoreferenziale, inefficiente e talvolta anche corrotta, una burocrazia che non offre trasparenza, ma solo vincoli per chi ha la sfortuna di incontrarla, sono deterrenti insormontabili per l’allocazione degli investimenti finanziari e umani nel territorio siciliano se non un incoraggiamento alla loro dislocazione altrove. Infine è necessario ricordare che il cammino verso la federalizzazione dello Stato italiano, con la conseguente riduzione e razionalizzazione dei trasferimenti statali verso gli organi periferici, deve necessariamente indurre a creare le condizioni per garantire alla Sicilia una capacità autonoma e sostenuta di generare reddito. L’insieme degli interventi proposti mira non solo a far crescere il capitale economico presente nell’Isola così da garantire una maggiore ricchezza diffusa in tutto il territorio, ma anche di rafforzarne il capitale sociale. La macchina amministrativa, se resa efficiente, flessibile, attenta ai risultati, a valutazioni e rendicontazioni trasparenti, non può che produrre ricchezza e benessere diffuso. La Sicilia non può continuare a sguazzare nella mediocrità: deve essere artefice di un’efficiente legislazione che dia reale compimento all’autonomia di cui gode. Attrarre gli investimenti, sviluppare i distretti produttivi e patrimonializzare le imprese dell'Isola: sono queste, in sintesi, le conclusioni cui è giunta la Commissione, istituita nell'aprile del 2010 e affidata al professor Giovanni Puglisi. La Commissione ha messo a fuoco i principali settori d’intervento e predisposto un quadro di proposte concrete da far adottare alla Regione Siciliana, inserite nel documento presentato. Nelle linee-guida si analizza la situazione e si tracciano le tre azioni chiave, dalle quali deriva un set di 34 interventi suddivisi in 7 aree di azione. (Si tratta di 11 interventi nel settore dell'amministrazione pubblica e dello sviluppo, 7 destinati alle imprese, 4 nel campo della Formazione e 4 nel settore dei Beni Culturali; 3 nel settore ambientale e altrettanti nel settore sicurezza e legalità, infine 2 nel settore dell'Università e della ricerca). Al centro di qualsiasi azione di governo che possa avere efficacia anche nel tempo, c'è, comunque, la crescita della credibilità di un territorio e dei suoi prodotti in senso lato. Per questo, il documento propone, fra l'altro, la costruzione di un’Identità d'eccellenza che caratterizzi la Sicilia: “Un ospedale, un centro di ricerca, una sede culturale, una scuola, un servizio di welfare, un circuito turistico - si legge nel documento - che nel mondo sia riconosciuto come un marchio di unicità siciliana. La ricchezza e la versatilità creativa dei Siciliani è nota: è necessario svincolare un’opera del genere dalla routine dell’impresa e farne l’icona di un riscatto morale, piuttosto che economico o culturale”. La Commissione non tralascia altri temi di grande attualità come la riforma tributaria, considerando la mancata attuazione dello Statuto in materia finanziaria “uno dei principali vincoli all’autonomia finanziaria della Sicilia”. Ancora, si sottolinea l'esigenza della creazione di zone franche urbane: “Al fine di favorire lo sviluppo economico e sociale dei quartieri e delle aree urbane più deboli e con potenzialità di sviluppo inespresse, il Governo regionale di concerto con le parti sociali e in sinergia con il Piano per il Sud definisce un Piano per le Zone Franche Urbane nel quale allocare le agevolazioni fiscali e contributive dirette alla creazione di nuova attività economica e di nuova occupazione nei settori della micro e della piccola impresa”. Nel settore della pubblica amministrazione, solo per fare qualche esempio, viene proposto l'accorpamento degli assessorati alla Salute e alla famiglia, l'introduzione di un sistema di valutazione indipendente delle attività e dei risultati raggiunti dai singoli rami della pubblica amministrazione, una rivisitazione del credito d'imposta, la nascita di un comitato regionale per il microcredito. “Acquisiti ed elaborati, questi contributi - dice il Presidente Raffaele Lombardo - si tradurranno in atti amministrativi e legislativi a partire dal settore del turismo, delle energie alternative, delle università. Utilizzando i suggerimenti delle linee guida dobbiamo lavorare per sciogliere i nodi che rendono la nostra economia e il sistema regionale molto farraginoso e poco competitivo; dovremo rendere concretamente operativi e produttivi i preziosi spunti e le idee che la commissione ci ha fornito per consentire alla macchina regionale di adeguarsi e di acquistare maggiore velocità rispetto alle realtà e ai mercati internazionali”. “Abbiamo formulato proposte concrete - sottolinea il professor Puglisi - in grado di mettere in campo un’azione di governo che veda la Sicilia non come un carrozzone al traino di forze esterne, ma quale centro propulsivo per consentire alla nostra regione di valorizzare le sue eccellenze nei settori strategici. Il rapporto che abbiamo elaborato contiene, infatti, alcune azioni chiave e interventi per lo sviluppo sociale ed economico, che costituiscono una piattaforma su cui le istituzioni e anche altri attori sociali e i cittadini stessi potranno confrontarsi”. “Siamo convinti – scrivono gli estensori del rapporto nelle conclusioni alla loro relazione - che il principale risultato sia quello di portare al centro del dibattito politico e culturale i temi, piuttosto che le soluzioni: certi che queste seguiranno con puntualità e, vorremmo dire, con puntigliosità. Siamo convinti che l’identità sia parimenti figlia dell’immedesimazione e della diversità culturale: nasce da questa convinzione/vocazione quello spirito “autonomistico” che ha segnato nell’età moderna la storia e la vita della Sicilia”. |






















