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Politica - Politica Notizie
Scritto da ADOMEX   
Domenica 12 Giugno 2011 13:26

 

Lo diciamo già da qualche giorno e ne siamo veramente convinti che in Sicilia vi sarà un ulteriore riposizionamento della politica, delle alleanze e conseguentemente del Governo regionale.

I fatti politici che accadono in Sicilia spessissimo anticipano scenari che poi si riversano in tutta Italia. Frequentemente e  ininterrottamente, i palazzi della politica romana scrutano  i movimenti dell'isola come una specie di “studio strategico” per capire la prospettiva.

E precursori della politica lo sono stati indubbiamente in questi tre anni di legislatura regionale, che hanno visto scomposizioni e ricomposizioni in una prova generale per gli scenari nazionali. Il Grande Centro nasce qua, come nasce qua anche la scissione di Fini e anche, oseremmo dire se pur con connotati del tutto diversi, la presa di distanza di Micciché. In Sicilia nulla avviene per caso.

Così è stato anche in questi ultimi tre anni nei quali ha regnato, e lo sta ancora facendo, Raffaele Lombardo, il leader del movimento autonomista Mpa. Eletto nel 2008 con il centrodestra di vecchio conio, Mpa-Udc-Pdl, un centrodestra allargato: casiniani, cuffariani, alfaniani, schifaniani, miccicheani e sicul-berlusconiani. Poi l’implosione sugli interessi concreti bloccati, termovalorizzatori e sanità.

Nel 2010, nasce Lombardo-quater, Fli, Udc, Api, Mpa e Pd, si concretizzata così l'alleanza tra “riformisti e moderati” che nel corso degli ultimi mesi è stata invocata da più parti, rimanendo il sogno di Massimo D'Alema, ma che trova la sconfessione il 14 dicembre del 2010. Questa alleanza si infrange contro lo scoglio Berlusconi e la mozione di sfiducia proposta contro il Presidente del Consiglio. Avevano preparato bene l’azione ma nn ci sono riusciti. Da qui riflessioni, meditazioni, riconsiderazioni sottese, ma si va avanti pur con milioni di dubbi.

Poi giungono fatti nuovi ed esogeni rispetto all’ establishment politico consolidato che avrebbe dovuto portare dal governo regionale all’alleanza politica per le elezioni. Prima di tutto le notizie fuoruscite dalla Procura di Catania che vedono indagato il governatore siciliano per concorso esterno in associazione mafiosa e susseguentemente i risultati elettorali di Idv-SeL-Pd, che di fatto spostano il fulcro del centro-sinistra ancor più a sinistra radicalizzando le posizioni. Questo induce il Pd a cambiare strategia sulle vicende siciliane, provando giorno dopo giorno verso i vertici regionali, con dichiarazioni dei suoi maggiori esponenti nazionali, a tirarsi fuori prima possibile. La solita sinistra diremmo.

La prima è stata Anna Finocchiaro : “Da questa tornata elettorale sono venuti segnali importanti e inequivoci che di fatto stanno cambiando il quadro politico nazionale. Io credo sia arrivato il momento che anche nella realtà siciliana si giunga ad una verifica politica, magari preparando un passaggio elettorale”. Segue Nicola La Torre: “Credo che il Pd in tempi rapidissimi debba chiudere questa esperienza, perché non ci sono le condizioni politiche per sostenere Lombardo, se non scelte di bottega”. Anche se qualcuno tenta di resistere affermando che “parla a titolo personale, la sua posizione non impegna la segretaria”.

Ciò che dovrebbe angosciare il PD è il possibile squarcio dei democratici siciliani. Infatti sia Antonello Cracolici, capogruppo alla Regione, sia Beppe Lumia, senatore della Repubblica, valutano che “il Pd siciliano deve scegliere liberamente senza subire nessuna imposizione”, e qualora dalla direzione regionale del 19 giugno prossimo venisse un no al sostegno al governo, penserebbero di costituire gruppi autonomi all'Ars, per poi confluire nel nuovo soggetto politico di Lombardo che nascerà il 25-26 giugno prossimo.

La rottura tra i democratici e Lombardo, accelera l’afflato fra il governatore siciliano e il leader di "Forza del Sud", Gianfranco Micciché. Il quale strategicamente ha lasciato il Pdl, creando gruppi autonomi alla Camera e al Senato. Allo stato Forza del Sud conta 12 deputati e 7 senatori, ma la fuoriuscita di Micciché dal Pdl potrebbe far riflettere alcuni parlamentari, soprattutto fra le file dei "responsabili.

I primi ad arrivare saranno i tre deputati di Noi Sud – Iannaccone, Belcastro e Porfidia. Seguirebbero personaggi di peso come i finiani Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia.

Anche dal MpA arrivano cenni entusiasti per la scelta di Micciché di uscire dal PdL, Musotto e Di Mauro affermano che ciò “apre nuove ipotesi” politiche.

Berlusconi cerca di assicurare alla propria area un futuro anche senza lui e sa perfettamente che è cosa impossibile da realizzarsi se non rimette tutti assieme compreso Lombardo e Casini e appoggia Micciché a staccarsi dal PdL per fare da collante e attrattiva, come forza autonoma meridionalista, verso questi.

Ecco che Forza del Sud diventa l’ombelico del progetto e Micciché il prossimo autorevole candidato alla Presidenza della Regione, con Alfano, Casini e Lombardo d’accordo.

Lombardo che aggrega e scompagina a sinistra col suo nuovo soggetto politico andrà a Roma a fare il ministro, Casini probabile leader di tutti i moderati, Miccichè presidente della regione con l’accordo del PID e FLI. Rivedremo questa foto con qualche minima variazione tra qualche tempo. Questa è la prospettiva siciliana, ma attenzione sappiamo bene che da qui partono le novità, e che nulla avviene per caso.

 

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