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1157 visitatori e 5 utenti online| Paternò : L'AVVENTO DEL MESSIA |
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| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Lunedì 05 Dicembre 2011 17:01 |
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Leggiamo sul web un articoletto che vorrebbe dare una assoluta novità sul piano politico locale. L ‘avvento del Messia, che vorrebbe fare un nuovo partito o un movimento globale che comprenda tutto ovvero nulla. Una trovata suggestiva che sottolinea ancora una volta l’ ecumenicità incoerente del Torrisi. La sua storia, dicono, è costellata da posizioni prive di contraddizioni. Ma quando mai. Piuttosto sembra come l’ebreo errante che, stando alla leggenda, colpì Gesù lungo la via della Crocifissione e al quale fu data la maledizione di camminare sulla terra fino al tempo della Seconda venuta. A lui non basterebbe nemmeno la seconda venuta, ne aspetterebbe una terza. Vaga senza meta se non per il proprio utile e si unirebbe anche col diavolo pur di concretizzare interessi soggettivi. Era nelle cose, che Torrisi si ritraesse dal proscenio (non esplicitamente, ma galleggiando) del PdL caduto in disgrazia, non vorrebbe farsi travolgere dallo sdegno popolare cittadino per l’inadeguatezza della “mission” politica che da dieci anni anche lui governa con l’autorevolezza del capo, da dietro le quinte. Come se volesse accedere ad una catarsi forzata. Ecumenico. Tutti dentro, così vince di sicuro. Ora è come se tutte i torti fossero di Failla che ne ha tantissimi, ma sappiamo bene che lui gli è stato “compare” nelle vicende della disamministrazione paternese, come nel percorso politico. Ricordiamo l’indebitamento comunale per i mutui delle opere pubbliche, voluti da Torrisi, che sarebbero state poi realizzate in prossimità delle elezioni nazionali. Per cavalcare l’apoteosi della rinascita infrastrutturale paternese. Atto di puro egoismo. Tanto se ne sarebbe andato a Roma lasciando gli altri a fare i conti con le casse vuote. “Nessuno, stavolta, potrà esprimere con forza, dal di fuori della Città, giudizi e pregiudizi sulla scelta del candidato sindaco, – afferma il Torrisi - seguendo logiche anacronistiche sulla composizione del quadro politico del territorio locale” . Un attacco non tanto sotteso ad Ignazio La Russa che ha imposto Failla come sindaco della città e al quale Torrisi teneva il cordone, con devozione sconcertante. Ora non ci sta più. Dimenticando però che sono le stesse logiche anacronistiche, come lui stesso le definisce, che lo hanno portato a sedere a Montecitorio, senza merito e senza consenso. Tradire per individualismo? Il suo “leit motiv”. L’iniziativa che Torrisi vorrebbe battezzare come nuova iniziativa di ampio respiro politico e sociale (sic detto da lui): “in una delicata fase sociale in cui è necessario superare le vecchie e ormai superate logiche di contrapposizione, affinché la Città rifletta su se stessa, sui problemi, sulle proprie risorse e sulle soluzioni efficaci agli stessi problemi”. Ci sarebbe, invero, poco, molto poco da riflettere giacché i risultati sono palesemente negativi. Ma la smetta Torrisi ! Ci dica, invece, dove è stato in tutti questi anni dopo aver cementificato la città. Ci dica cosa ha prodotto per la città dallo scranno della Camera tranne un’ essenziale freccetta con su scritto Paternò, sull’autostrada CT-PA, aggiunta all’uscita di Gerbini. Ci sbellichiamo dalle risate, uno come lui che è sempre stato coerente all’interno del proprio credo dell’incoerenza, traballante e oscillante, nella propria azione impregnata da personalismo politico integrale, tutto per la realizzazione dei propri scopi. Chi lo conosce (e noi lo conosciamo benissimo) sa che stiamo dicendo solamente una misera porzione di verità…. vorremmo parlarne più ampiamente ma ancora il tempo non è arrivato, aspetteremmo qualche altro mese per far conoscere i personaggi agli elettori che devono scegliere con indipendenza di pensiero. Non fatevi illudere dai falsi profeti. Gli uomini non sono quasi mai ciò che paiono.
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