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La fine annunciata del dominio PdL PDF Stampa E-mail
Politica - Politica Notizie
Scritto da Redazione   
Giovedì 09 Febbraio 2012 09:46

<<Sondaggi catastrofici. Guerra per bande tra correnti. Con Alfano sotto attacco e Berlusconi che si è defilato. Mentre cresce la freddezza con la Lega. Insomma, il partito è ai minimi storici. E presto potrebbe implodere. Le elezioni amministrative per i berlusconiani sono una débâcle annunciata. All'improvviso nessuno vuole più allearsi con il partito azzurro.

C'erano una volta Milano e Palermo, casse di risonanza per il verbo forzista, granai inesauribili di voti per il partito berlusconiano, capitali del Nord e del Sud a simboleggiare un potere smisurato che, come quello napoleonico, si estendeva da un capo all'altro della Penisola, dalle Alpi al Mediterraneo. Ed ecco, ora, cosa succede in questo gelido inverno del Cavaliere. A Milano, al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, i notabili cittadini assistono allibiti a una scena che ha dell'incredibile. Il governatore Roberto Formigoni, il Celeste, capo indiscusso del Pdl lombardo e ciellino doc, prova a farsi accompagnare all'uscita, davanti alle telecamere, dall'arcivescovo della città, il cardinale Angelo Scola, suo amico da sempre, nato a Lecco come lui e tra i fondatori di Comunione e liberazione.

Ma don Scola, come lo chiamano ancora nel movimento fondato da don Giussani, abile come un politico di razza, non ha nessuna intenzione di farsi riprendere in compagnia di Formigoni, in disgrazia per i continui scandali nel consiglio regionale lombardo. E con uno scatto da giaguaro si smarca dall'abbraccio, cambia direzione lasciando il governatore in solitudine. Mille chilometri più a Sud, nella Palermo governata da più di un decennio dai berluscones nelle loro varie reincarnazioni (Forza Italia prima, Pdl poi), si tiene un vertice politico davvero bizzarro: quello tra Gianfranco Miccichè, possibile candidato sindaco per Palazzo delle Aquile, e un partito suo potenziale alleato.

Solo che Miccichè, tra i forzisti della primissima ora, artefice dello storico cappotto contro la sinistra nel 2001 (quando il centrodestra in Sicilia conquistò 61 collegi a zero), non è più il leader del Pdl, è uscito dal partito e si è messo in proprio con Grande Sud. E di fronte a lui, a rappresentare il Pdl, si siedono cinque coordinatori provinciali, con cinque linee e cinque idee diverse. Conclusione della riunione: Miccichè si candiderà a sindaco probabilmente da solo. E il Pdl, nella roccaforte palermitana in cui vivono il segretario Angelino Alfano e il presidente del Senato Renato Schifani, rischia di non arrivare neppure al ballottaggio. "Non esistono più", commenta Miccichè. "Mi toccherà sostituirli".>>

Così si legge in un articolo pubblicato dall'Espresso e scritto da Marco Damilano.

Noi lo accertiamo qui in Sicilia e non solo a Palermo. I pidiellini sono in affanno, anche perchè sommersi dal pubblico sdegno.

 

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