“BIANCO ALLA REGIONE MODELLO MACRON”, RAPPRESENTANTE DEI POTERI FORTI?
ADOMEX
26/04/2017 13:02

 

“Il principale sponsor di una candidatura di Enzo Bianco alla presidenza della regione non si trova nel PD, in cui prevalgono più le freddezze e le distanze, ma significativamente in quel che resta del partito di Alfano, con Pino Firrarello da sempre affezionato alleato “ombra” dell’avvocato di Aidone.

A dargli manforte i risultati di un sondaggio (farlocco?) che vedrebbe prevalere il sindaco di Catania sui possibili competitor Crocetta e Faraone.

In ogni caso, il tempo stringe perché il 1 maggio è il termine ultimo entro cui i sindaci dei comuni superiori a 20 mila abitanti devono dimettersi per potersi candidare alla regione.

Giovedì l’ultimo colloquio a Roma con il plenipotenziario renziano Guerini.

Si suppone che entro questo fine settimana si saprà come il sindaco di Catania concluderà, a 66 anni suonati, una carriera che è stata molto fortunata. Per lui.

Aspetterà la valanga su Palazzo degli Elefanti o sfiderà l’epicentro del terremoto a Palermo?

Bel dilemma”. Così scrive Sudpress, in un articolo di ieri. 

Un sondaggio che a naso non troverebbe grande riscontro, altri ne hanno diversi e con diversi risultati. Quali quelli veri? Qui di seguito quello fatto da Demopolis, non sui singoli candidati, ma come voterebbero i siciliani oggi:

Ma andiamo al merito del tema elezioni.

Non sarebbe la prima volta, in effetti, che Bianco tradisse la volontà popolare dei cittadini catanesi per assumere incarichi più prestigiosi, come quello di ministro dell’interno. D’altronde non gli basta essere sindaco di Catania. In giro per l’Italia e l’Europa raccoglie vari incarichi che gli consentono di assentarsi solennemente dalla città etnea.

L’infinita ambizione di Bianco ci conforta nell’opinione di sue personali scelte per un suo ulteriore tradimento ai catanesi. Le sue dimissioni farebbero commissariare la città per oltre un anno.

“Negli ultimi giorni è particolarmente attivo il sindaco di Catania Enzo Bianco, -continua Sudpress-  ormai alla fine di un mandato disastroso ed alla ricerca di una scusa qualsiasi per abbandonare quella che ormai è stata ridotta ad una chiatta sempre più traballante.

Quattro anni di totale disamministrazione hanno dato il colpo di grazia: nessuna opera pubblica, niente piano regolatore, niente parcheggi, nessuna riqualificazione del Lungomare, Plaia o Corso Martiri, niente di niente.

Una serie impressionante di patetiche passerelle con ridicoli cappellini o senza, cerimonie su cerimonie, protocolli d’intesa su protocolli d’intesa.

Il delirio al governo della settima città d’Italia.

Si avverte nell’aria lo scioglimento della neve, si sente il rumore della valanga.

I pasticci sono documentali ed appare sempre più complicato giustificare il fatto che chi doveva non ha ancora provveduto a tirare le somme mettendo fine ad un’agonia intollerabile.

Sono riusciti sinora a bloccare gli esiti del giudizio sul piano di riequilibrio, letteralmente scomparso da ben sette mesi, ma adesso sembra che stia per arrivare il giorno in cui le autorità competenti dovranno esprimersi, anche solo per dichiarare che quel piano addirittura neanche esiste. E sarà terremoto. Ma questa è un’altra storia.

In questo scenario comincia ad agitarsi in primis proprio il sindaco di Catania Enzo Bianco che, se dovesse farsi trovare ancora in carica a piazza Duomo al verificarsi della valanga, chiuderebbe in maniera poco trionfale la sua lunghissima e molto fortunata carriera politica”.

E poi, notiamo anche un titolo che la dice lunga su un articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Sicilia: “Bianco alla regione modello Macron”. Cosa vorrebbe dire questo titolone? Cosa c’entra Bianco con Macron? Forse il gruppo Ciancio lo accredita come rappresentante dei poteri forti, così come il candidato presidente dei francesi? 

Certo, qua a Catania non ci sono i Rothschild, ma i Ciancio, relativamente alla nostra realtà, sono buoni sponsor…e lo stanno sponsorizzando e non solo per la presidenza della regione.

 

Si ipotizza inoltre, con ogni probabilità, una sostituzione, alla guida di Catania, con l’eurodeputata Michela Giuffrida, già direttrice della testata giornalistica Telecolor,  proprio di proprietà dei Ciancio o, in ultima analisi, al contrario, change la dame.

Leggiamo pure cosa Mario Barresi scrive:

"E Crocetta? Qui la narrazione ci porta verso Pirandello con note kafkiane. Il governatore in carica è auto-ricandidato. Gongolerà, leggendo i numeri su Faraone (nemico schietto) e su Cracolici (nemico occulto), pronto alla sua scena madre. Con altri sondaggi che, secondo lui, certificano la consistenza di RiparteSicilia per l'Ars. «Senza di me perdono», va dicendo Rosario. Che, sornione, aspetta il risultato della partita di Bianco, col quale il vecchio feeling s'è rotto da un pezzo. Pronto, in ogni caso, alla scena madre. Ai primi di maggio Dopo le primarie. E dopo che all'Ars avranno smontato le bancarelle del suk della Finanziaria. Una "petizione" fra i suoi assessori. Da mettere tutti alle strette: «Tu sei con me o contro di me?». Fuori i depennati, dentro i fedelissimi. Per giocarsela, anche da solo, con il suo nuovo governo - uno, mezzo o tre quarti - del presidente. Contro chiunque: Faraone, Cracolici o Bianco. Senza nulla da perdere. Il gran finale, a proposito di narrazione, in stile Apocalypse Now".

Nei prossimi giorni verrà svelato l’arcano. Al 1° maggio manca poco.

Tat's all folks

 

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