Paternò: La relazione annuale del sindaco è il commiato alla città
REDAZIONE
10/02/2012 8:40

Pippo Failla (al centro) assieme agli amici del percorso politico-amministrativo cittadino

<< Manca poco ormai alla fine del mio mandato quale Sindaco di Paternò, per cui ritengo opportuno e doveroso fare in questa relazione un resoconto complessivo dell'azione amministrativa svolta in questo ultimo anno, rispetto al programma elettorale da me presentato ai concittadini per ottenerne la fiducia. 

Prima di esaminare l'operato dei vari settori dell'amministrazione, vorrei evidenziare il periodo storico che l'Europa, l'Italia, la Sicilia e conseguenzialmente Paternò ed i Paternesi stanno attraversando.

Tutti siamo consapevoli che, chi più, chi meno, vive le difficoltà causate dalla crisi economica globalizzata. 

A Paternò, gli effetti della crisi si avvertono maggiormente a causa delle ataviche difficoltà in cui versa l'agricoltura che, da sempre, è stata l'attività economica prevalente sia per vocazione che per tradizione, aggravatasi per di più in questi ultimi anni per effetto del fenomeno della globalizzazione dei mercati.

 

A peggiorare la crisi economica in atto nella nostra città, e più in generale in tutti i Comuni della Provincia di Catania, ha contribuito anche il crollo delle attività commerciali, messe in ginocchio dal proliferare di ben nove strutture di grandi centri commerciali; percentuale spropositata in proporzione al numero di abitanti sul territorio.

Folle l'operato della Regione Sicilia che ha autorizzato l'apertura di così numerose catene commerciali in un territorio, dove il settore del commercio al dettaglio, già era in difficoltà a causa dellingresso della nuova moneta, l'Euro, che ha comportato la riduzione del 40% del potere di acquisto di tutti gli italiani.

A Paternò, ad aggravare la crisi del commercio tradizionale, hanno contribuito anche le scelte urbanistiche eseguite da quelle classi politiche degli anni 80/90 che si “autoincensavano“ come “baciate da Dio” e tali non erano. 

Esse hanno svuotato il centro storico decentrando in periferia tutti gli uffici pubblici; hanno permesso una crescita urbanistica scellerata, non accompagnata da una proporzionata crescita demografica; hanno spaccato la città a metà per agevolare grandi insediamenti abitativi, frutto del fenomeno cooperativistico-speculativo di Zona Ardizzone, dando vita ad un'altra città, per lo più realizzata abusivamente, senza adottare gli strumenti urbanistici adeguati alle esigenze dei paternesi. 

Quest'ultimo fatto ha aggravato la situazione poiché in tali nuovi quartieri, lontani dal centro storico, è nata legittimamente una nuova classe di commercianti, con un bacino di utenti superiore rispetto a quello che vive nel centro storico. 

Abbiamo ritenuto che la riqualificazione del centro storico potesse giovare per il rilancio del commercio. 

Forti delle esperienze positive di altre città dove la chiusura parziale di alcune vie del centro storico ha comportato la sua rinascita, abbiamo progettato e realizzato la parte bassa di Via Vittorio Emanuele da destinarsi a Z.T.L., anche perché tanti cittadini avvertivano la necessità di avere uno spazio vitale e vivibile dove passeggiare tranquillamente. 

Personalmente, speravo che potessero partire altre tipologie di iniziative finalizzate a far ribattere il cuore di Paternò. 

Probabilmente la crisi economica ed il caro locazione stanno scoraggiando tanti giovani che vorrebbero intraprendere nuove attività, sull'esempio di quelle aperte nel centro storico di Catania. 

Si sta tentando di spronarli in tal senso, qualcuno ha fatto da apripista, con notevole successo, ma ritengo che, se veramente si vuol “far crescere“ i giovani a Paternò, se realmente si vuole aiutarli a “fare impresa“ nel territorio di appartenenza, contribuendo così senz’altro alla promozione ed allo sviluppo dell’economia della nostra Città, l'unica strada percorribile è, a mio modesto avviso, quella di resistere alla tentazione della riapertura di Via Vittorio Emanuele al traffico.

Bisogna credere fino in fondo che Paternò ha un centro storico di qualità che non ha nulla da invidiare a quelli di altre città che, con audacia, hanno fatto scelte che nel tempo si sono rivelate vincenti. 

A compensare la crisi dei settori agrumicoli e del commercio non sono bastati gli insediamenti di tre grandi strutture di servizi, che hanno dato lavoro ad oltre 1200 giovani, sì da alleviare il problema della disoccupazione giovanile a Paternò, dove, nonostante si registri la minore percentuale di giovani disoccupati, il problema ricerca lavoro resta quello più pressante da risolvere, come fra l’altro in tutta Italia.

Ritengo che nessuno possa poi trascurare la questione “rifiuti”, che ha inciso notevolmente sulle finanze del Comune penalizzando la completa realizzazione dei programmi dell'amministrazione.

Infatti, come è notorio, il Comune di Paternò, al fine di evitare che si verificassero ulteriori disservizi nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, è stato costretto ad anticipare all'A.T.O. oltre 10.000.000,00 di Euro. 

E sempre il Comune è in debito con la Regione per un importo pari ad € 6.492.560,59, per anticipazioni effettuate sempre all'A.T.O. per conto dei comuni, a causa delle varie crisi che nel corso degli anni hanno provocato interruzioni del servizio. 

Indimenticabile la crisi che si è verificata in occasione della festività di Santa Barbara del 2009. 

Essa ha rappresentato la pagina più buia del mio secondo mandato, mentre per la Regione Sicilia è stata la prova del fallimento degli A.T.O., da me paventato e denunziato altresì da tempo in tutti i modi e in tutte le sedi, fallimento che avevo previsto allorché manifestai , in maniera provocatoria, mostrandomi in pubblica piazza in mutande e sacrificando così la mia dignità, pur di difendere Paternò ed i Paternesi. 

Fortunatamente il tempo è galantuomo e rende giustizia!

Solo per comprendere il motivo per cui non si sono potuti raggiungere pienamente alcuni obiettivi dell'Amministrazione (manutenzione ottimale delle strade e del verde, ultimazione di alcune opere, svolgimento di alcune manifestazioni), rilevo ancora che negli ultimi due anni, sono venuti meno circa 4.000.000,00 di Euro per minori trasferimenti statali e regionali.

Ho voluto fotografare la situazione oggettiva delle ridotte risorse economiche dell'Ente per far comprendere alla città i motivi per cui siamo stati costretti ad introdurre l'Addizionale IRPEF, anche se nella misura minima dello 0,2 per mille, ed una fascia di esenzione molto ampia (redditi fino a 10.000,00 di Euro). 

Detta introduzione, originariamente, era da destinarsi al miglioramento di alcuni servizi (manutenzione delle strade ecc.) ma, a causa della notoria questione dei “Doposcuolisti”, l'intera somma ricavata dall'addizionale è stata finalizzata per transigere le cause de quo, che, vorrei ricordare a tutti, hanno comportato un notevole sforzo economico per l'Ente. 

In merito alla " Questione doposcuolisti ", preciso che essa nasce negli anni 80/90, mette in piena luce e a nudo il sistema Regione Sicilia, fondato sulla ricerca continua di clientela e di voti, ponendo l'onere economico del voto sulle spalle dei Siciliani e dei Paternesi, in particolare. 

Tale ricerca ha trascurato e trascura la buona amministrazione, anzi con alcuni provvedimenti legislativi la penalizza. 

Una vergogna pubblica, da denunziare a viva voce a tutto il mondo - così come è da denunziare, ed io l'ho fatto, il vergognoso carrozzone clientelare affaristico messo su con gli ATO.

Queste le difficoltà oggettive, provenienti da lontano. 

Ah!!! Dimenticavo: siamo stati costretti a pagare milioni e milioni di Euro a titolo di indennità e risarcimenti danni a causa delle allegre espropriazioni, eseguite negli anni 70/90 da quella classe politica che si autodefinisce “Illuminata” (sic). 

Ebbene, nonostante tutto, siamo riusciti a mantenere i conti in ordine, a mantenere il Patto di Stabilità, un’imposizione fiscale proprio al minimo, per cui l’utente, per i servizi e le prestazioni a domanda individuale ricevuti, paga il minimo, e lo stesso servizio di fornitura di acqua che è stato migliorato emette la bolletta meno cara d’Italia. 
Infine, di non poca importanza è il fatto che sopratutto non lasciamo in eredità ai successori liti che comporterebbero consistenti spese per il futuro. 

Nessuno può disconoscere quanto appena detto. 

Siamo stati costretti ad operare delle scelte penalizzanti per alcuni settori, ma, imperante la normativa del rispetto del Patto di Stabilità, bisognava farle, pertanto ….: si doveva porre l’attenzione alle scuole, oppure occorreva rifare il manto stradale di molte vie della Città, che richiede sicuramente manutenzione ordinaria e straordinaria? 

Abbiamo scelto la ristrutturazione e messa in sicurezza delle scuole, dove vivono quotidianamente i nostri figli. 

Con grande senso di responsabilità abbiamo preso atto che non si potevano accendere altri mutui per la manutenzione straordinaria delle strade, perché non solo avremmo sforato il patto di stabilità, ma avremmo ridotto quasi al nulla la spesa in conto corrente. 

Ciò nonostante, con somme ridotte al lumicino, si è cercato di realizzare una manutenzione ordinaria delle strade della città, si è proceduto a costo 0 (finanziamenti cantieri lavoro) alla riqualificazione di Piazza Umberto, Piazza S. Barbara, via Gessai, e di altre vie del centro storico. 

Non si è potuta completare la riqualificazione di Piazza Indipendenza e via Monastero, nonostante già finanziate, a causa dell'odiato Patto di stabilità. 

Per lo stesso motivo, probabilmente, qualche opera pubblica quasi ultimata, non potrà essere consegnata da noi alla Città, nonostante le risorse esistenti, oppure per mancanza di poche centinaia di migliaia di euro (ex Pretura, Centro disabili, Bretella Asi). 

Sempre a causa del Patto di Stabilità, non si è realizzata la tensostruttura presso il Palazzetto della Sport, necessaria per potere offrire ai nostri giovani un’altra struttura dove svolgere attività sportive. 

A proposito del patto di stabilità, ritengo che sia necessario, come ho detto diverse volte, un atto di coraggio dell’Amministrazione, supportata dal Consiglio, mirante a deliberare lo sforamento di questo strumento di controllo della spesa, che sta mettendo a rischio il Comune a tal punto da condurlo, suo malgrado, alla restituzione di somme già ricevute per finanziamenti di opere, oppure ad affrontare cause di risarcimento danni.

Ciò lo ha già fatto Torino con Fassino Sindaco.

Ad ogni buon fine abbiamo iniziato il percorso per la dismissione di alcuni beni immobili comunali per pareggiare con il patto di stabilità e per rinvenire risorse necessarie allo scopo di migliorare ulteriormente Paternò in tutto.
La coperta è una, e se si tira da una parte, evidentemente si accorcia dall'altra.

E la coperta l'abbiamo tirata sempre nell'interesse della Città, per le cose necessarie ed indispensabili da fare. 

Nessuno spreco. 

Tuttavia siamo stati costretti dalla concomitanza di eventi negativi, come già detto, provenienti da lontano per tempo e per luoghi, sicuramente non addebitabili a nostra responsabilità, a sacrificare la realizzazione di eventi storici del Comune di Paternò, come ad esempio Carnevale o Roccanormanna. 

Mi rattrista fortemente il fatto che vi sia stato qualcuno che abbia provato a speculare sulla impossibilità di dar vita a questi due eventi, a suo dire realizzabili, se non avessimo organizzato la festa di S. Barbara o il Natale. 

Mi dispiace, ma ritengo che fra la festa della Nostra Patrona S. Barbara ed un Carnevale, fra l'altro “appiccicaticcio“, scadente, a parità di spesa, la scelta fatta sia stata quella giusta. 

S. Barbara e il Natale, a mio avviso sono le uniche ricorrenze da attuare sempre, sacrificando, così come abbiamo fatto noi, tutto il possibile. 

Tali eventi infatti affondano le radici nella nostra tradizione, nella cultura cristiana che costituisce l'essenza della nostra vita, fondamento della nostra civiltà, quella vera, fondata sul lavoro, sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, non già sul capitale e la finanza, che purtroppo oggi, alcuni governanti ritengono, inopinatamente, di privilegiare. 

Mi sia consentito ringraziare anche il Comitato di S. Barbara che unitamente all'assessore al ramo hanno dimostrato di poter realizzare eventi eccellenti, pur con esigue risorse. 

Tuttavia, a costo quasi zero, siamo riusciti ad attuare delle manifestazioni estive (cinema e spettacoli) ed il Natale che hanno dato modo ai nostri concittadini di distrarsi un po' anche se solo per poche ore, facendo così dimenticare loro l’attuale e sempre più crescente crisi economica e le connesse e consequenziali difficoltà quotidiane nell'affrontarla.

Tante le ragioni che hanno fatto sì che il programma elettorale non fosse compiutamente realizzato, ma certo è, che tutti abbiamo lavorato senza risparmio di energie per dare il massimo di ciò che si poteva dare. 

Ho avuto occasione di sentire critiche per non avere partecipato a non meglio precisati bandi europei per ottenere dei finanziamenti. 

Mi rendevo conto del grado di disinformazione che esiste in Città, probabilmente anche per colpa mia, perché ho ritenuto più utile destinare le risorse ad attività sicuramente più necessarie per la Città, p iuttosto che a quelle volte a pubblicizzare l’attività amministrativa, la mia e la vostra immagine. 

Non ho fatto pubblicare alcun libro per magnificare “le eroica gesta”. 

Pensavo che fosse più utile fare altre cose.

Ma, se io ho sbagliato ( sic??? ) in questo, vi chiedo scusa. 

Certamente, non può chiedere scusa chi ha disinformato scientemente, in mala fede, dicendo sciocchezze, menzogne, sapendo di dirle, approfittando della buona fede dell’interlocutore.

Ebbene, non solo abbiamo partecipato a tutti i bandi Europei per ottenere i finanziamenti per la realizzazione di importanti opere (PISU) o di altri interventi, (saranno ereditati dai prossimi amministratori) ma, ancor’ora, mi duole il cuore, per essere stato costretto a perdere un consistente finanziamento (Via N. Sauro e relativo parcheggio), per l’impossibilità di rinvenire nel bilancio comunale le somme richieste dalla Regione Sicilia a titolo di compartecipazione (poco più di 2.500.000,00 Euro), il cui eventuale impegno avrebbe causato non solo lo sforamento del Patto di stabilità, ma anche il disastro economico per l'Ente.

So che tutti abbiamo memoria corta, e che c'è gente che si prodiga per farla affievolire agli altri.
Consentitemi un pò di presunzione: le opere pubbliche, le strutture e le infrastrutture realizzate dall’amministrazione Failla non hanno pari nella storia di Paternò. 

Non le elenco al fine di non tediarvi, ma invito tutti a rinfrescare la memoria leggendo l'allegato elenco. 

Tutte opere importanti e necessarie per ammodernare Paternò, per riqualificare i nostri beni monumentali, architettonici. 

Mi riempie di orgoglio e dovremmo esserlo tutti, aver realizzato la piscina. 

Si, l’abbiamo realizzata Noi. 

Una struttura, apprezzata in tutta la Sicilia, goduta oggi da tutti i Paternesi, e non solo, ad un canone calmierato, che è altresì luogo di svolgimento di tante gare regionali, che conducono a Paternò migliaia di persone, contribuendo, fra l’altro, allo sviluppo economico della nostra Città. 

Neanche questo può essere disconosciuto da nessuno.

Peccato che ancora non siamo pronti come strutture ricettizie, ma, sono certo, col tempo gli imprenditori, i giovani in particolar modo, comprenderanno che questo è un settore dove si può investire, creando occupazione. 

Dobbiamo crescere tutti, capire che i tempi sono cambiati, che le occasioni di impiego pubblico sono e saranno sempre meno, che occorre rinvenire le risorse in ognuno di noi, occorre investire sulle nostre capacità e sulla nostra intelligenza.

Con non poche difficoltà abbiamo continuato a prestare attenzione ai servizi rivolti alle fasce più deboli, agli anziani, ai soggetti diversamente abili, partecipando a progetti di cui ai bandi regionali (vedasi allegata relazione). 

Di grande aiuto al sostegno dei meno abbienti sono state le Associazioni di volontariato e soprattutto molti Sacerdoti di Paternò, il cui ruolo è stato determinante nel venire incontro alla povera gente, sopperendo spesse volte alle difficoltà oggettive del Comune nel dare le dovute risposte. 

Li ringrazio tutti di cuore, anche a nome Vs. e di tutta Paternò.

Abbiamo provato a risparmiare su tutto, ottimizzando i servizi e iniziando nuovi percorsi in campo energetico, realizzando un impianto solare termico a servizio della piscina che farà risparmiare non meno di 50.000,00 euro l'anno. 

Diversi altri progetti si stanno eseguendo per realizzare altri impianti fotovoltaici su strutture pubbliche ed altri ad iniziativa dei privati.

Come dicevo prima, nonostante il fallimento A.T.O., al fine di alleggerire la bolletta T.I.A. e soprattutto di rispettare l'ambiente, nel nostro territorio si è sperimentato e si sta proseguendo la raccolta differenziata porta a porta, che ha dato grandi risultati, nonostante l'inciviltà di pochi concittadini, che, per mancanza di senso civico, continuano a lasciare rifiuti per le strade, causando, in alcune zone, la creazione di vere e proprie “discariche” abusive. 

Si è realizzato il centro di raccolta ed è stato finanziato il centro di compostaggio. 

Insieme al commissario liquidatore dell'A.T.O. si stanno elaborando dei progetti finalizzati a migliorare il servizio in tutti i suoi segmenti, dalla raccolta a nuove metodologie di smaltimento allo scopo anche di abbassare i costi degli utenti, per la verità, ancora alti.

Non si sono potuti dare contributi alle associazioni sportive, come facevamo fino a qualche anno fa, perché ormai vietati dalle leggi (per la verità anche se non fosse stato vietato non ne avremmo avuto la capacità economica). 

Pur tuttavia siamo stati vicini ad esse lasciando pressoché invariati i costi per l'utilizzo degli impianti sportivi, aiutandole a ricercare sponsors con buoni risultati. 

Certo è che le risorse finanziarie attuali e quelle prevedibili alla luce delle riforme statali in materia di finanza dello Stato e degli Enti locali, che ancora una volta penalizzano i Comuni, richiedono di intervenire su diversi fronti: dal personale alle finanze proprie. 

Si sta attenzionando il fabbisogno del personale che sicuramente è in esubero in alcune figure, e di contro, carente in altre, quali quelle di alta professionalità (ingegneri, avvocati, etc. ....), dei Vigili Urbani, manovali e giardinieri. 

A proposito di Vigili Urbani è notoria ormai l'endemica riduzione nel tempo del Corpo dei VV.UU., che così come è strutturato oggi, con i molteplici servizi attribuiti dalla legge nel tempo, oggi risulta assolutamente insufficiente. 

Nonostante i numerosi pensionamenti di dipendenti comunali, non si è potuto procedere a rimpiazzarli con nuove assunzioni finalizzate al fabbisogno oggettivo dell'Ente, perché, come tutti noi sappiamo, oggi la legge impone notevoli limiti alla spesa del personale. 

Allo stato la nostra spesa del personale è superiore al 50% della spesa complessiva. 

E’ palesemente evidente che il Comune non è nelle condizioni di assumere altro personale. 

Allo stato si è bloccati con il personale attualmente in forza. 

Occorre dunque necessariamente rientrare dalla spesa del personale. 

Le vie sono due: o dichiarazione di eccedenza, con conseguente mobilità; oppure riqualificazione di alcune figure tipo doposcuoliste, (non previste fra l'altro nel fabbisogno del Comune), da destinare ai VV.UU.; terza soluzione (la peggiore) aumento dell’imposizione fiscale.

Le superiori considerazioni giustificano l'impossibilità, allo stato attuale, anche di aumentare il monte ore alla categoria di dipendenti denominati una volta ex LSU. 

Vorrei ricordare a tutti che questa categoria di lavoratori, una volta precaria a Paternò, è stata stabilizzata, ancorché non a tempo pieno, mentre ancora in molti altri comuni è rimasta in una situazione di provvisorietà. 

Abbiamo dato loro la dignità di lavoratori a tutti gli effetti, non più soggetti al mercimonio elettorale di tutte le forze politiche o del singolo politico di turno più bravo a fare false promesse, come il candidato sindaco di Antonio Albanese nel film “Qualunquemente”. 

Non siamo riusciti a portare a tempo pieno il loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le ragioni su esposte. 

Tuttavia abbiamo creato i presupposti per la loro stabilità. 

Verranno tempi e leggi migliori, ed allora questa sfortunata categoria di lavoratori potrà ottenere il tempo pieno. 

Mi auguro che avvenga quanto prima.

Ho ritenuto trattare per ultimo la problematica urbanistica ed edilizia, perché al centro di un ingiustificato attacco.

E' notorio che l'edilizia è stata a Paternò l'altra attività economica prevalente. 

Come detto sempre, Paternò è stata penalizzata da scelte urbanistiche poco attente alle esigenze dei cittadini e della città nel suo insieme. 

A ciò si aggiunge che il settore dell'edilizia a Paternò, come scrive l'Assessore al ramo Dott. Venora nella sua relazione puntuale e acuta, risente della grave crisi che negli ultimi due anni ha colpito l’intero comparto del mercato immobiliare a livello nazionale, che ha registrato l’inesorabile diminuzione dei valori di mercato (determinati da una maggiore crescita dell’offerta a fronte di una contrazione della domanda resa ancor più debole dalla crescente difficoltà di accesso al mercato creditizio) ed una consistente dilatazione dei tempi medi di vendita che nella provincia di Catania (come dimostrano gli studi di settore dei maggiori competitor sul piano dell’intermediazione immobiliare) sale da 6,8 a 7,8 mesi circa.

Dall’Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni dell’ANCE del giugno 2011 risulta che in quattro anni dal 2008 al 2011 la produzione di nuove abitazioni si è ridotta del 35,5% ed il dato congiunturale negativo è confermato per il 2012 con la ragionevole prospettiva di un ritorno ai livelli di produzione edilizia degli ultimi anni ‘90. 

Con riferimento all’occupazione dipendente, si stima che i posti di lavoro persi nelle costruzioni siano circa 230.000. 

Considerando anche gli effetti sui settori collegati, la perdita occupazionale complessiva sale a circa 350.000 unità. 

In tale situazione l’occupazione nel settore si è dunque riportata ai livelli di inizio anni 2000.

In questo contesto economico-finanziario, la situazione della nostra Città è ulteriormente appesantita dall’esistenza di alcuni atavici problemi nel settore dell’edilizia che hanno determinato una forte accelerazione delle già pesanti problematiche generali:

- L’esistenza di un’ampia zona destinata all’edilizia economico popolare (P.E.E.P.) oggi quasi interamente saturata ma non dotata delle necessarie attrezzature di urbanizzazione e tra l’altro con abitazioni inutilizzate; 

- La previsione di un’ampia area di espansione a prescrizione esecutiva, Scala Vecchia - Palazzolo, (originariamente estesa quasi trenta ettari) storicamente destinata a porre rimedio a tutta una serie di iniziative edilizie sorte nel corso degli anni in assenza di previsioni urbanistiche, la cui opera di bonifica e sanatoria ha comportato e continua a comportare una serie di sforzi cui l’amministrazione ha dato forte impulso e priorità;

- Il progressivo spopolamento del “centro storico”, che negli ultimi anni ha visto delocalizzare la residenza di alcune migliaia di cittadini in favore delle aree più periferiche con il conseguente depauperamento di un patrimonio che costituisce la memoria e l’identità di Paternò.

Il perdurare di un forte abusivismo edilizio.

La fortissima concentrazione su Paternò di iniziative immobiliari di tipo convenzionato e agevolato, se da un lato ha consentito di accrescere sensibilmente la percentuale di famiglie proprietarie di prima casa, ha tuttavia inesorabilmente condotto ad un processo di forte degrado del mercato immobiliare, per avere introdotto in maniera sempre più significativa elementi di contaminazione del mercato stesso nella misura in cui si è allargata la percentuale di vendite, da parte degli originari assegnatari ad altri e nuovi acquirenti.

Oggi la percentuale degli originari assegnatari realmente fruitori degli immobili realizzati da cooperative e da imprese in convenzione risulta sensibilmente diminuita.

Per quanto riguarda l’area di espansione a prescrizione esecutiva “Palazzolo - Scala Vecchia”, essa costituisce l’unica vera zona di espansione residenziale della Città ed è dunque quella su cui si sono concentrati, e su cui vanno di fatto ancora concentrati, gli sforzi per risolvere in maniera definitiva le sue antiche criticità connesse all’endemica insufficienza delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria che ne hanno per anni impedito un ordinato reale sviluppo urbanistico.

L’idea di introdurre nuove aree destinate ad edilizia convenzionata-agevolata anche in questa zona di espansione non ha risolto il problema della realizzazione delle opere di urbanizzazione, poiché l’elevato onere finanziario necessario per la realizzazione delle opere del comparto non è risultata sostenibile dall’iniziativa privata. 

La più grossa porzione di opere (collettore fognario, reti di servizi, strade e illuminazione) si è di fatto realizzata per mano pubblica.

Sono stati introdotti due importanti progetti di completamento delle opere di urbanizzazione dell’area, il primo dei quali (in forma definitiva) prevede il completamente dell’area ad ovest del nuovo Corso Sicilia; l’altro (in forma preliminare) prevede la realizzazione di quelle ad est del Corso Sicilia.

La fonte finanziaria di entrambi i progetti doveva essere comunale (mutui Cassa DD.PP. o leasing in costruendo): i crescenti vincoli del patto di stabilità hanno di fatto ritardato il completamento della fase realizzativa di tali opere.

Un forte impulso alla definizione del processo di urbanizzazione del quartiere verrà, invece, realizzato con l’iniziativa progettuale, fortemente voluta da questa Amministrazione ed oggi avviata alla fase della progettazione definitiva, dei “Contratti di Quartiere II”, progetto di riqualificazione urbana finanziato dal Ministero delle Infrastrutture per euro 7.000.000,00, avente come obiettivo quello di generare azioni di sviluppo delle infrastrutture, delle risorse ambientali, con la finalità del sostegno alle imprese locali ed alla lotta al degrado sociale.

Nel quadro programmatico degli interventi la parte finanziaria pubblica dovrà trovare coerenza e coordinamento con tutti gli altri interventi di edilizia privata che, attraverso la realizzazione delle pertinenti opere di urbanizzazione dovranno concorrere alla compiuta riqualificazione urbanistica dell’area, attraverso la definizione di progetti ispirati ai più moderni principi di “architettura sostenibile”. 

Con nota dell’agosto 2011 il Ministero ha comunicato al nostro Comune l’ammissione a finanziamento in relazione al bando avviato nel 2006.

Si può però con assoluta certezza ritenere che il complesso delle azioni derivanti dai “contratti di Quartiere” e dai progetti già realizzati dall’Ente non potrà soddisfare la necessità di opere di urbanizzazione.

Detto questo, quale deve essere la strategia futura da porre in atto per consentite la realizzazione delle previsioni del piano regolatore?

Innanzitutto gli uffici tecnici, in stretta sinergia, e secondo precise e stringenti direttive dell’Amministrazione, dovranno procedere alla definizione dei progetti preliminari delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie della Zona ZC1.

Dopo di che dovrà prevedersi nel Piano Triennale delle OO.PP. quali di queste opere di urbanizzazione dovranno essere realizzate dal Comune, sia per incentivare la richiesta delle concessioni edilizie che come strategia anti crisi. 

A causa delle forti limitazioni imposte dal “Patto di Stabilità” non è più possibile la contrazione dei mutui per la realizzazione di Opere Pubbliche, allora, per evitare di sospendere sine die la realizzazione di Opere Pubbliche, per carenza di finanziamenti pubblici, si rende necessario, per la P.A., ricorrere a formule di finanza innovativa, di Partenariato Pubblico-Privato, facendo intervenire la finanza privata per la costruzione di opere di pubblica utilità, onde poter garantire risposte adeguate ad esigenze che interessano aspetti essenziali della vita sociale, realizzando l’opera “chiavi in mano”, senza nessuna variante suppletiva, con efficienza, economia, certezza dei tempi.

Le altre opere dovranno essere realizzate mediante la perequazione urbanistica, dai privati, seppure sulla base del progetto preliminare complessivo predisposto dal Comune e sulla base di puntuali convenzioni o atti unilaterali d’obbligo.
Oltre a tale strategia intermedia, mirata alla fuoriuscita dall’attuale crisi ed all’attuazione del P.R.G si ritiene di assoluta importanza l’avvio dell’iter di revisione del Piano attraverso la delibera di C.C. n. 155/2009 che ha definito “le linee guida” e la delibera di gennaio 2011 che ne ha tracciato “le direttive generali”: si è certi che in tempi brevissimi l’ufficio provveda alla definizione delle procedure di revisione secondo i principi delineati dal Consiglio Comunale.

Ed in tale contesto innovativo rientra senz’altro anche la terza delle emergenze delineate in premessa: “il Centro Storico”.

Le politiche di previsione urbanistica fortemente sovrabbondanti sin qui descritte hanno di fatto determinato il progressivo abbandono e conseguente degrado del Centro Storico della nostra Città.

A questo problema ha tentato di porre rimedio, senza tuttavia riuscire ad introdurre idonei strumenti operativi, il progettista del PRG del 2003 che ha per la prima volta introdotto la suddivisione sistemica delle aree di intervento della Città, individuando nel “sistema residenziale del centro urbano” tutti gli edifici considerati significativi per la loro valenza architettonica, distinguendoli da quelli che, pur trovandosi in aree adiacenti, non presentano alcuna di quelle caratteristiche.

Il Consiglio Comunale con la delibera n. 40 del 2010 ha introdotto il principio della necessità di predisporre la variante generale finalizzata a rendere immediatamente efficace “l’intervento diretto” nel centro urbano in luogo dei piani particolareggiati, così come suggerito dalla circolare ARTA n. 3 dell’11 luglio 2000 avente ad oggetto “aggiornamenti dei contenuti degli strumenti urbanistici generali e attuativi per il recupero dei centri storici”. 

Si ritiene che l’accelerazione del progetto di revisione del piano possa dare forte impulso all’attività di recupero dell’edilizia nel centro storico, risolvendo anche il problema del suo ripopolamento. 

L’introduzione di sistemi di premialità volumetrica legata alla sostenibilità del progetto architettonico potrebbero ridare valore anche alla qualità degli interventi. 

Questi sono i motivi per cui si è considerato prevalente il processo di accelerazione del progetto di revisione del PRG: 

- Variante generale finalizzata alla rigenerazione del centro storico;

- Introduzione di elementi di riconnessione tra le periferie ed il centro storico;

- Ricognizione sistemica delle infrastrutture primarie e secondarie da ridefinire anche mediante l’introduzione di elementi di compartecipazione pubblico-privato;

- Ricognizione del sistema agricolo ambientale mediante la previsione di un progetto sistemico che miri all’incentivazione di quelle realtà che orientino la loro attività verso le produzioni di qualità, l’offerta ricettiva del turismo rurale, la produzione di energie alternative;

- Revisione delle N.T.A. e del R.E.C. finalizzata alla eliminazione delle esistenti incongruenze ed alla introduzione di incentivi volumetrici per l’edilizia a basso impatto ambientale.

E’ con questa specifica finalità che l’Amministrazione ha avviato già da qualche mese un confronto aperto con le energie professionali del territorio (associazioni culturali e ordini professionali) ed ha promosso l’attivazione dell’Urban Center di Paternò, luogo aperto e riconoscibile di interazione socio-culturale, per affiancare i processi decisionali della pubblica amministrazione in queste importanti e decisive scelte di politica urbanistica.

La definizione di un modello standardizzato di richiesta concessoria, allineato alla recente riformulazione normativa della semplificazione del procedimento amministrativo, assieme alla prossima realizzazione (già in avanzata fase di progettazione) dello sportello unico attività produttive informatizzato (cosiddetta “impresa in un giorno”) costituiscono gli elementi di maggiore novità per il miglioramento delle relazioni tra ufficio ed utente. 

Mentre sono in corso già da alcune settimane incontri programmatici con le rappresentanze delle categorie professionali per definire azioni di facilitazione interpretativa delle norme e dei regolamenti alle svariate peculiarità presenti sul territorio: anche al fine di concertare azioni di modifica del regolamento edilizio per renderlo più efficace e confacente alla realtà locale. 

Ciò detto solo per completezza di esposizione ritengo un grande risultato l'approvazione del nuovo regolamento riguardante le norme tecniche di attuazione, anche se ha suscitato non poche polemiche. 

Ritengo pure di non poter condividere le speculazioni politiche gratuite, demagogiche che in questi giorni qualcuno ha fatto per mero terrorismo. 

Ebbene bisogna dire con forza che è falsa l'affermazione sostenuta da mistificatori che dette norme favoriranno la cementificazione del territorio, oppure le lottizzazioni abusive. 

Tali insinuazioni demagogiche, non rendono giustizia a ciò che è stato il vero motivo ispiratore di chi le ha approvate, e cioè: non introdurre limiti superiori a quelli previsti dalle leggi nazionali e regionali, per non penalizzare oltremodo la proprietà privata, i piccoli proprietari terrieri, il vero coltivatore diretto, il diritto successorio. 

In altre parole si è voluto concedere ai proprietari dei fondi agricoli la possibilità di edificare nei limiti e con le cubature consentite dalle leggi. 

Se lo si vuole pur dire, si è provato a dare ai piccoli proprietari terrieri la libertà di vivere in campagna. Si è voluto liberarli dall’obbligo tutto paternese di abitare in cooperative e di essere soggetti alle speculazioni dei proprietari di terreni edificabili. 
Quindi nessuna cementificazione o possibilità di lottizzazioni abusive ma solo rispetto rigoroso delle leggi in materia, come fra l'altro è avvenuto fino ad oggi.

E’ doveroso da parte mia ringraziare e rendere pubblicamente merito a tutti gli uffici, a tutti gli Assessori, i Consiglieri di maggioranza che hanno sostenuto l'amministrazione, ed anche a tutti quelli che hanno fatto opposizione costruttiva. 

Tutti coloro che siamo stati coinvolti nell’Amministrazione, anche se con ruoli e responsabilità diverse, siamo stati ispirati sempre da un solo fine: cercare, nel momento storico di crisi economica che sta vivendo l'Italia, in un momento di vacche magre, di fare quanto meglio possibile nell’esclusivo interesse dei Paternesi. 

Avremmo potuto fare di più in queste condizioni? 

Certamente si. 

Sarà il tempo e la storia a dare i giudizi definitivi. 

Spero solo che chi verrà dopo di me, possa fare di più. 

Viva Paternò.

Il Sindaco
Pippo Failla >>

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